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martedì 25 giugno 2013

L’olio di oliva, elemento base della dieta mediterranea, può aiutarci a vincere la fame

Sono note le proprietà salutari dell’olio di oliva, soprattutto se extravergine. In particolare, un continuo e crescente numero di pubblicazioni scientifiche spiega e dimostra le capacità dell’olio di oliva nel prevenire le patologie cardiovascolari grazie alla sua capacità di influenzare positivamente diversi fattori di rischio quali il profilo lipoproteico, la pressione sanguigna, il metabolismo del glucosio e il profilo antitrombotico. Queste capacità sono dovute sia alla particolare composizione in acidi grassi, soprattutto mono-insaturi come l’acido oleico, sia al prezioso contenuto in composti fenolici. Ciò che invece si sconosceva fino ad ora, era la capacità di questo prezioso alimento di influenzare anche il senso di sazietà. Grazie ad una ricerca svolta presso il German Research Center for Food Chemistry di Monaco di Baviera, è stato potuto verificare come l’aroma dell’olio di oliva sia in grado anche di influenzare il senso di sazietà.


L’aroma dell’olio di oliva
L’aroma di un alimento scaturisce dalle sensazioni che derivano dalle sostanze odorose percepite dal nostro olfatto. Ciò influisce particolarmente sulle nostre scelte alimentari: un cibo, anche se dotato di numerose e preziose proprietà nutrizionali, se possiede un odore o meglio ancora, un aroma non gradevole, non viene consumato. L’aroma di un olio nasce dalla combinazione di un numero elevato di sostanze volatili, presenti in bassissime concentrazioni, che influenzeranno inevitabilmente la scelta di un olio rispetto ad un altro da parte del consumatore e può essere considerato una vera e propria carta di identità del prodotto: le tonalità aromatiche derivano dalla combinazione di tutti gli eventi e fattori (varietà di olivo coltivata; area geografica di coltivazione; condizioni climatiche; grado di maturazione delle olive; tecnologia di raccolta; tempi e luoghi di conservazione delle olive; tecniche di estrazione; conservazione dell’olio; igiene e pulizia generali; trattamenti alla pianta e al terreno) che hanno contribuito alla produzione del prodotto finale. Qualsiasi inconveniente che si possa verificare durante anche una singola fase della filiera di produzione, si ripercuoterà negativamente sull’alimento.

Il melograno: un vero farmaco naturale

Chiamato anche pomo saraceno, è un prodotto autunnale tipico dell'Afghanistan e della Persia, ma è molto diffuso in tutto il mediterraneo. Di questo frutto viene usato proprio tutto: non si mangiano solo i semi, ma anche la radice, che sembra abbia proprietà vermifughe. Con questa pianta si possono fare anche delle lavande vaginali lasciando in infusione 30 g di fiori essiccati in 1 litro di acqua bollente per 1 minuto. I semini sono difficili da digerire, specialmente per chi soffre di problemi al colon. Tuttavia, vengono utilizzati per la preparazione di granatina, uno sciroppo molto dolce.


Dal punto di vista nutrizionale, recenti studi hanno confermato le ipotesi "medicamentose" di questo frutto avanzate da Ippocrate. Nell'antica Grecia il melograno veniva usato come antinfiammatorio e nei casi di diarrea cronica, grazie alle sue proprietà astringenti. Ricco di potassio, minerale con effetto diuretico, ha un effetto drenante, e quindi detossinante, per il nostro organismo. Negli ultimi anni, l'attenzione è stata puntata sull'acido ellagico (presente anche nei frutti di bosco): secondo l’Istituto del Cancro della Università della Sud Carolina, sembra che questa sostanza induca la morte delle cellule cancerose, soprattutto di quelle al seno. Un ottimo aiuto contro lo stress ossidativo, dunque, dalle proprietà anti-invecchiamento e anti tumorali. Merito anche dell'alta percentuale di polifenoli in esso contenuti, preziosi per contrastare l'aterosclerosi e le malattie cardiovascolari. Una nuova ricerca giapponese sembra aggiungere altre benefiche proprietà a questo frutto. Lo studio, pubblicato sul Journal of Ethnopharmacology, ha affermato che che il succo di melograno (che si è si è rivelato efficace sugli animali di laboratorio) potrebbe aiutare le donne a combattere alcuni disturbi della menopausa, come la depressione e la fragilita' ossea.

lunedì 24 giugno 2013

Allergie alimentari raddoppiate in 10 anni

Esplodono le allergie alimentari in Europa dove, a soffrirne, sono 17 milioni di persone, di cui 3,5 milioni di bambini. Quasi il doppio rispetto a dieci anni fa quando il problema riguardava 9 milioni di europei. Tanto che le ammissione in ospedale per serie reazioni allergiche ai cibi sono aumentate di sette volte in dieci anni.
In Italia i pazienti sono circa 2 milioni, 570mila con meno di 18 anni. Per i pazienti, ma anche per i medici e per gli insegnanti, per i produttori alimentari e per i ristoratori, arrivano le prime Linee Guida al mondo per affrontare la gestione delle allergie alimentari. E si studia anche la possibilità di addestrare i gestori dei ristoranti ad affrontare una eventuale crisi allergica grave per potere utilizzare l'adrenalina così come si sta facendo già per l'uso del defibrillatore.








Presentate a Milano dall'European academy of allergy and clinical immunology durante il World allergy asthma congress che la Società europea ha organizzato le linee offrono indicazioni per quanti ne soffrono ma anche per coloro che se ne debbono occupare. Con particolare attenzione alle donne in gravidanza che, per la prima volta, hanno a disposizione indicazioni per la prevenzione delle allergie alimentari nei bambini.

«E' vero che l'allattamento al seno fino al quarto o sesto mese ha un effetto di prevenzione - spiga Maria Antonietta Muraro, responsabile del Centro regionale per lo studio e la cura delle allergie a Padova - ma non sembra utile per la donna in attesa o che allatta evitare determinati alimenti. In gravidanza si può seguire una dieta normale»

martedì 11 giugno 2013

Fragole: frutto salutistico, ma attenzione all’acquisto

La fragola è un vero e proprio capolavoro della natura grazie al suo speciale profumo, sapore e colore. Diversamente da quanto si possa pensare, la fragola è un falso frutto perché ciò che noi mangiamo è in realtà il ricettacolo del fiore che cresce fino a diventare la parte rossa che possiede una consistenza carnosa, quindi rappresenta un contenitore dei veri frutti detti acheni, ovvero i piccoli granelli posizionati sulla superficie che, a loro volta, racchiudono un piccolissimo seme.



Proprietà nutrizionali
La ricchezza in vitamina C, di sali minerali (calcio, ferro, fosforo e potassio), di antiossidanti (tannini e flavonoidi), di fibre e di acqua fanno della fragola un frutto speciale, adatto anche per coloro che stanno a dieta. Il sapore leggermente acidulo è dovuto alla presenza di diversi acidi tra i quali l'acido salicilico che ricordiamo essere il principio attivo di diversi farmaci. Grazie proprio alla ricchezza in acidi, la fragola può essere mangiata tranquillamente da chi soffre di iperuricemia e gotta. Diverse ricerche stanno vagliando l’ipotesi che questo frutto possa avere delle proprietà antitumorali grazie alla presenza di flavonoidi, i quali sono dei importanti antiossidanti capaci di ridurre il rischio di patologie cardiovascolari in quanto inibiscono l’ossidazione del colesterolo LDL, favoriscono la stabilità della placca ateromatosa, migliorano la struttura della parete dei vasi sanguigni contribuendo così anche a ridurre il rischio di trombosi. Per la presenza però dei semi, le fragole non sono indicate per coloro i quali soffrono di diverticolite, ulcere e colite. Spesso nei soggetti più sensibili, le fragole possono causare eruzioni cutanee (ponfi, eritemi) probabilmente per la presenza di aminoacidi liberi che vengono trasformati a sua volta in ammine. Per questo motivo il consumo di fragole viene sconsigliato nella prima infanzia e nei soggetti che presentano deficit immunitari.

Proprietà terapeutiche
Non solo la polpa, ma anche radici e foglie possono essere usate per risolvere alcuni piccoli problemi:
Le foglie hanno proprietà sia astringenti che diuretiche: possono essere infatti usate per la preparazione di tisane ed infusi. Se invece vengono pestate in modo da ridurle in poltiglia e applicate su ulcere o scottature solari, possono aiutarci a risolvere in modo naturale questi problemi perché capaci di dare degli ottimi risultati. Le foglie possono essere usate anche per insaporire la carne.
Le radici, se masticate, ci aiutano a preservare la salute delle gengive. Sono anche utili per la preparazione di decotti usati per fare dei gargarismi in caso di infezioni a livello della mucosa orale e della faringe. Per la preparazione del decotto sono necessari circa 1,5 gr di radici per una tazza di acqua.
La polpa, ridotta in poltiglia e lasciata sul viso per circa 15 minuti, è utile nel caso di pelle ruvida; inoltre, svolge un’azione antinfiammatoria, schiarente ed emolliente. Questa applicazione è però sconsigliata per i soggetti che soffrono di couperose.

Pancia piatta: rimettiti in forma nel weekend

Approfitta del weekend per concederti due giorni di remise in forme totale attraverso una vera e propria “terapia d’urto”.
Magri o grassi non fa differenza: chi più chi meno fa i conti con rotolini, gonfiore, lassità della pelle. E l’antiestetica “pancetta”, per le donne italiane, è in pole position. I rimedi per eliminarla sono tanti: una dieta mirata, la giusta attività fisica, svariati trattamenti estetici. Ma anche a casa puoi fare qualcosa.



Il bagno di sale
Sciogli in una vasca da bagno 2 chili di sale grosso integrale e immergiti per circa 20 minuti. Sale e acqua a contatto con la pelle creano il processo di osmosi: l’organismo tende ad espellere i liquidi in eccesso, quelli che ristagnano nel tessuto sottocutaneo. L’effetto è immediato: ti sentirai subito più sgonfia e più asciutta.

L’automassaggio
Dopo il bagno, scegli un prodotto cosmetico anticellulite e applicalo sulla pancia massaggiando con movimenti circolari. Ma non solo: prendi con le dita delle due mani i punti più critici, quelli con maggiore ristagno di grasso, e cerca di scioglierli con vigore per almeno 6 minuti o fino a quando la pelle risulterà arrossata e calda. Questo rimedio è più efficace se eseguito mattina e sera.
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